I dati del Rapporto Coop 2022: il gioco d’azzardo e il post pandemia

Cristina Marziali 19/09/2022
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rapporto-coop-2022Come ogni anno, sono usciti i dati previsionali del Rapporto Coop. Il Rapporto Coop è una sorta di sguardo d’insieme sul panorama italiano, soprattutto privilegiando il versante dei consumi ma anche i cambiamenti nello stile di vita che gli italiani adottano in risposta agli eventi esterni. Si capisce come, in tal senso, il Rapporto Coop sia decisamente pregno di molte informazioni utili, visto che il periodo storico che stiamo attraversando non si può definire un dei più sereni degli ultimi decenni. Il 2022 è l’anno che segna l’uscita (si auspica) definitiva dal dramma collettivo della pandemia di Covid-19, che ha segnato in modo indelebile la visione del mondo delle persone. Ma a questo si aggiungono le incognite legate alla guerra in Ucraina, gli effetti del cambiamento climatico, e la recessione economica che ormai attanaglia diversi Paesi europei. Il Rapporto Coop 2022 analizza questi ed altri aspetti, e a metà ottobre sarà pubblicato il report completo.

Un mondo in cambiamento

Tra i dati che emergono dal Rapporto Coop 2022 c’è una sempre maggiore consapevolezza delle persone. Se si prende in considerazione il campione intervistato, appare chiaro come ognuno conosca i problemi che si devono affrontare e come ognuno dia una diversa scala di priorità. Al momento, ad esempio, la guerra e l’inflazione sembrano problemi ancora lontani, mentre più impellente è la necessità di trovare giuste misure per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Forse perché gli effetti deleteri di quest’ultimo sono i più evidenti, sono anche quelli che spaventano di più. Ma il rapporto Coop, che privilegia naturalmente il punto di vista del GDO della filiera dell’alimentazione, calca la mano soprattutto sul discorso economico.

Il potere d’acquisto degli italiani è calato in modo sensibile negli ultimi anni, in modo più accentuato di quanto non faccia quello di altre popolazioni europee. Oltre il 57% del campione considerato dice di avere difficoltà a pagare l’affitto, e prevede che si troverà in ulteriore difficoltà nel pagare le utenze. Questi costi sono infatti enormemente aumentati nel volgere di un arco di tempo tutto sommato breve, mentre gli stipendi sono praticamente fermi, registrando un aumento di appena lo 0,8%. Già da questa estate la maggior parte delle persone ha cominciato a spendere in modo più oculato, ma ci si aspetta che l’arrivo dell’autunno sottolinei ancora di più l’atteggiamento “da formica”, che è già connaturato nel modo di essere degli italiani. Una delle poche cose in cui non sembra che gli italiani siano disposti e risparmiare, guarda un po’, è proprio il cibo. Anche per via dei lunghi mesi di lockdown, si è ritrovato il piacere di prepararsi da mangiare da soli, scegliendo prodotti di qualità. Il trend sembra destinato a crescere.

Il divario crescente tra ricchi e poveri

A fronte della necessità della massa della popolazione di fare attenzione ad ogni soldo speso, si registra però anche una crescita nella spesa effettuata nell’ambito dei beni di lusso. Se un italiano medio, ad esempio, non cambia più la sua automobile con la frequenza con cui lo faceva in passato (tra il 2019 e il 2022 si registra un calo nelle vendite di nuove vettura di ben il 32%), cresce però il numero delle immatricolazioni di auto di lusso, che sale del 16%. La ricchezza si accentra sempre più nella mani di pochi, mentre la maggior parte delle persone vede un futuro incerto davanti a sé. Se ancora trapela una certa fiducia nella politica, dal dato per cui 8 italiani su 10 hanno intenzione di votare (le votazioni in Italia si terranno il 25 Settembre 2022, ndr), c’è però anche da dire che sono pochi quelli che credono di essere davvero rappresentati da chi governa. La percentuale italiana è di appena il 33%, a fronte di un 55% della maggior parte degli altri Paesi europei.

I “nuovi vizi” degli italiani

Ma veniamo alla parte che ci riguarda più da vicino, quella che con un titolo significativo è stata intitolata “Binge World”. In questa parte del Rapporto Coop si analizza il modo in cui sono cambiati i comportamenti degli italiani relativi a quelli che potremmo definire dei “vizi”, “dipendenze” di vario genere che hanno cambiato forma e intensità a seguito della pandemia e dei relativi lockdown. Si evidenzia subito come ben 7 italiani su 10 ammettano di vivere almeno un “eccesso”, di avere cioè comportamenti che non riesce a tenere completamente sotto controllo. In cima alla lista, con un abbondante 51%, c’è l’uso dello smartphone. A seguire a ruota, con il 31%, la visione compulsiva delle serie tv. Si capisce facilmente come entrambe questi vizi siano figli dei lunghi mesi passati in casa, con tanto tempo libero da impiegare davanti alla televisione e chattando con gli amici o navigando sui social.

I social network infatti occupano un altro piano alto della classifica, con il 28%, a pari merito con coloro che affermano di vivere dei disordini alimentari di varia natura. Anche i videogiochi si ritagliano un notevole 26%. Con percentuali inferiori troviamo le dipendenze da sostanze, come droghe e psicofarmaci (8 e 9%) e più o meno a queste stesse percentuali si attestano diverse forme di gioco d’azzardo, nello specifico le scommesse sportive (10%) e Newslot/Videolottery (8%). Dal Rapporto Coop 2022 si può evincere dunque come siano cambiati i comportamenti degli italiani rispetto al gioco d’azzardo. Calato il gioco fisico, per ovvi motivi, percepito come più pericoloso per il benessere psicofisico e sociale, è cresciuto enormemente il gioco online.

Il gioco online però si configura con caratteristiche molto diverse, tale da non rappresentare elementi di pericolosità ai sensi di una possibile dipendenza. I portali online sono controllati, testati e certificati. Rispondono a rigorosi controlli di sicurezza che tutelano il giocatore, impediscono a chi non è maggiorenne di fare l’accesso, e permettono costantemente di tenere sotto controllo la propria spesa. Sono quindi più sicuri ed è per questo che poco alla volta stanno diventando un’alternativa sempre più valida al gioco fisico.

Dati: Rapporto Coop 2022

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CMarziali / Cristina Marziali